Memoria Variabile

Collettiva
Inaugurazione: giovedì 3 marzo 2011 dalle ore 18.30
Periodo espositivo: da venerdì 4 marzo a sabato 9 aprile 2011
Orari di apertura: da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00
La mostra

Le opere presenti in questa esposizione testimoniano come l’attenzione dell’arte recente per il tempo e la memoria sia un fenomeno sempre più significativo e diffuso a livello internazionale. E al contempo evidenziano come la produzione artistica delle ultime generazioni, in cui è centrale il recupero di documenti d’archivio, trovi le proprie premesse nelle opere di alcuni autori che anagraficamente potrebbero esserne i padri, se non – in qualche caso – addirittura i nonni.
Al di là di ogni differenza concettuale, stilistica e cronologica, le opere degli artisti in mostra nascono infatti tutte dall’incontro o dalla ricerca di vecchie fotografie trovate nelle bancarelle dei rigattieri o negli album di famiglia, dal recupero di antichi suoni, di film amatoriali o d’autore. Come affascinati collezionisti di cose senza valore, questi autori hanno lavorato su materiali pre-esistenti e carichi di memoria, ma non si sono limitati solo a riportare alla luce tracce del passato o della storia. Ciò che preme loro, infatti, non è tanto riproporre il passato tout court, ma sottrarre tali immagini dall’amnesia collettiva in cui cadono nella società mediatica occidentale, per restituire ad esse una voce che giunga fino a noi. Per questo in ogni loro opera è presente uno scarto, una differenza, un intervento (fatto magari di accostamenti inediti o inaspettati, di riletture o di complessi interventi manuali), capaci di riattivare il passato, di aprirla all’immaginazione, a nuove narrazioni a volte sottilmente ironiche, a volte poetiche o analitiche, giocose o spiazzanti, critiche o interrogative.
Il loro operare anacronistico, sempre con lo sguardo rivolto all’indietro, non è mai un gratuito gioco con la storia personale o collettiva.  Essi sono consapevoli che il passato è laggiù, sprofondato in un tempo remoto, e che per farlo rivivere debba essere rivisitato, ripensato, rigiocato, scompaginato. Paradossalmente anacronistiche e inattuali, tali opere partono da tracce del passato per far incontrare il “già avvenuto” con l’“adesso”. Producono esperienze aperte che turbano la nostra percezione in un gioco incessante di piccole alterazioni e cancellature, aggiunte o spostamenti che stimolano l’osservatore a entrare nell’intimità delle opere e a creare nuove narrazioni, immerse in un tempo complesso, né attuale, né davvero inattuale.  Queste opere insomma, pur nella loro ricca diversità progettuale e poetica, s’impegnano a “riunire il prima, il durante e il dopo”, come auspicava Marcel Duchamp.

La mostra presenta lavori video, fotografie e installazioni dei seguenti autori:

Vincenzo Agnetti, Gianfranco Baruchello, Maggie Cardelús, Martina Della Valle, Rä di Martino, Laurent Fiévet, Meri Gorni, Paolo Inverni, Vladimir Kupriyanov, Lena Liv, Fabio Mauri, Marcelo Moscheta, Davide Mosconi, Daniel Pitín, Catherine Poncin, Kurt Ralske, Moira Ricci, Sylvie Romieu, Eric Rondepierre, Indre Serpytyte, Mirko Smerdel, Aldo Tagliaferro, Dubravka Vidovic, Ciro Vitale, Roger Welch.

Il titolo della mostra è un omaggio all’opera di Aldo Tagliaferro “Memoria variabile” 1973.